Ci sono due tipi di persone che lavorano su di sé: quelle che lo fanno per diventare persone migliori e quelle che lo fanno per far evolvere la propria anima.
Possono sembrare percorsi simili, ma non sono la stessa cosa.
La crescita interiore, intesa come cercare di smettere di ferire, di reagire, di non distruggersi, è un percorso fondamentale, ma è la base: è l’uomo che sta iniziando a prepararsi.
Il cammino non si ferma qui, però, perché puoi imparare a gestire le tue emozioni e diventare più centrato, ma se non approfondisci ciò che sei come anima, ti ritroverai nello stesso punto interiore, come destino.
La crescita spirituale non è un premio destinato a pochi; inizia quando riconosci che c'è un disegno più grande che ci governa:
che siamo anime di Dio, che la materia non è un caso, che il karma non è uno strumento di punizione, ma di orientamento.
Quando non capiamo la direzione, lo scambiamo per sfortuna o destino, ma in realtà è un messaggio.
Ho riflettuto molto su questi due aspetti e per me, le due cose sono inseparabili: la crescita interiore prepara il carattere, la crescita spirituale prepara l'anima e se una manca, l’altra vacilla.
È lì che lavoro io:
nel punto in cui l’umano deve diventare capace di riconoscersi anche come anima,
e l’anima deve imparare a mettersi nei panni dell’umano che la porta nel mondo.
Se queste parole ti hanno toccato in un punto difficile da spiegare, puoi scriverlo senza entrare nei dettagli. Vorrei capire chi c'è dall'altra parte.


.jpeg)